Che cosa è il Tai Chi Chuan
Il Tai Chi Chuan è un’antica disciplina psicofisica cinese basata sui principi della filosofia taoista ed è estremamente interessante per i molteplici aspetti che la caratterizzano. Infatti il Tai Chi Chuan può essere considerato molto semplicemente una forma di ginnastica dolce, ma allo stesso tempo un metodo terapeutico basato sui principi della medicina tradizionale cinese, oppure un’arte marziale, così come anche una forma di meditazione ed infine una via alla trascendenza.
Ebbene, possiamo affermare che questa disciplina non è nessuna di queste singole cose, ma è l’insieme di tutte contemporaneamente. Ovviamente per avvicinarsi al Tai Chi Chuan non è obbligatorio approfondirne tutti gli aspetti, ma è importante conoscerli tutti se si desidera arrivare ad avere una piena comprensione di questa arte. In questo ambito solo inizialmente la parola »comprensione« ha il significato di processo logico-razionale, che le viene comunemente attribuito nel mondo occidentale, in quanto, più si procede nell’apprendimento, e più risulta evidente come le nozioni acquisite razionalmente debbano essere lasciate sedimentare dentro di noi, per poi far posto progressivamente a sensazioni ed a percezioni di altra natura, che si fondano sulla nostra sensibilità intuitiva e non sulla nostra ragione.
Tai Chi Chuan significa letteralmente »Lotta del Grande Termine«, infatti »Tai Chi« sta per »Grande Termine« o »Suprema Unità«, mentre »Chuan« significa »lotta« e ci riporta alla mente le origini marziali di questa arte, caratterizzata dalla ricerca dell’armonia e dell’equilibrio di Yin e Yang in quel microcosmo che è l’essere umano.
Con Yin e Yang la filosofia taoista indica le due forze opposte che governano l’intero universo, la cui armonia deriva proprio dallo stato di equilibrio dinamico in cui esse si trovano. Queste due forze si manifestano in vari modi e sotto varie forme, come ad esempio il nero e il bianco, il femminile e il maschile, la terra e il cielo, l’acqua e il fuoco, il basso e l’alto, la difesa e l’attacco, e così via in una successione di coppie senza fine.
L’efficacia del Tai Chi Chuan come arte marziale nasce proprio dal perfetto equilibrio di Yin e Yang sia nei movimenti esterni che negli organi interni. Tale equilibrio permette quello scorrimento di energia interna (»Qi« o »Chi«) grazie alla quale il praticante esperto, con estrema facilità e morbidezza, può neutralizzare attacchi e scagliare a metri di distanza anche gli avversari muscolarmente più forti e potenti.
Questo è il motivo principale per cui il Tai Chi Chuan viene definito arte marziale »interna«, vale a dire un’arte che fa essenzialmente uso dell’energia interna anzichè della forza muscolare, come accade invece nella maggior parte delle arti marziali (Kung Fu Shaolin, Karate ecc.), definite per questo motivo »esterne«.
Ma i nemici più importanti contro cui combattere questa »lotta« molto spesso non sono gli altri esseri umani, bensì i malesseri interiori ed i malanni fisici, che spesso a questi malesseri sono strettamente connessi, se non proprio da essi direttamente causati.
E’ naturale quindi che il Tai Chi Chuan venga praticato dalla stragrande maggioranza delle persone per mantenersi in salute e in buona forma fisica.
Il nostro corpo reagisce negativamente allo stress della vita moderna irrigidendosi e incurvandosi, la respirazione diventa affannosa e superficiale, l’organismo invece di aprirsi si chiude sempre più comprimendo gli organi interni (cuore, polmoni, stomaco, fegato, intestino, reni) e provocando disfunzioni che col passare del tempo possono trasformarsi in malattie.
Il Tai Chi Chuan invece, lavorando sulla correttezza della postura e sull’armonia e fluidità dei movimenti, favorisce l’apertura del corpo e restituisce libertà agli organi interni, conferisce equilibrio e bel portamento, ridona flessibilità alle articolazioni e rilassamento ai muscoli.
Grazie alle tecniche di respirazione e di sviluppo energetico, note come Chi Kung (Qi Gong), permette di ottenere una respirazione profonda e rilassata, nonchè di incrementare progressivamente la propria energia interna fino ad inondare beneficamente con essa tutto l’organismo.
Infine grazie alla pratica della meditazione dona armonia e chiarezza alla mente e permette di recuperare l’equilibrio interiore perduto.
Tai Chi Chuan e benessere
Come abbiamo già accennato in precedenza, secondo gli antichi filosofi taoisti, l’essere
umano era la perfetta riproduzione in piccola scala dell’intero universo, la cui armonia scaturiva dal complessivo bilanciamento di due forze opposte: lo Yin e lo Yang.
E’ quindi ovvio che la medicina tradizionale cinese, affondando le sue radici proprio nel Taoismo, sostenga principalmente che lo stato di salute di ogni individuo è dovuto all’equilibrio di Yin e Yang in tutte le parti del corpo.
La pratica del Tai Chi Chuan permette di raggiungere tale equilibrio, lavorando sia a livello »esterno« che a livello »interno«.
Per lavoro esterno intendiamo quello studio volto a ricercare la correttezza della postura e dei movimenti, in modo da recuperare il giusto assetto della colonna vertebrale, la flessibilità delle articolazioni, l’elasticità dei tendini, il rilassamento muscolare ed infine la salute degli organi interni, troppo spesso compressi a causa di posture incurvate e asfittiche. Bisogna però precisare che, per ottenere il completo benessere di tali organi, il lavoro »esterno« non è sufficiente se non è accompagnato appunto dal cosiddetto lavoro »interno« basato sull’utilizzo del »chi« (»Qi«), l’energia vitale che scorre o dovrebbe scorrere nel nostro organismo.
L’obiettivo principale delle tecniche di sviluppo energetico, note come Chi Kung, è proprio quello di permettere all’energia di fluire liberamente in tutto l’organismo, rimuovendo quei blocchi che sono la causa delle principali affezioni dei nostri organi interni.
Per ottenere questi risultati si lavora sui principali canali energetici o »meridiani«, che percorrono tutto il nostro corpo e attraversano gli organi vitali a cui sono associati. L’equilibrio di Yin e Yang si manifesta quindi internamente solo se l’energia è libera di scorrere, consentendoci di vivere in armonia con il ciclo eterno dei cinque elementi della tradizione filosofica cinese (legno, fuoco, terra, metallo, acqua), a cui gli organi vitali sono associati in maniera ben precisa. Tali elementi si trovano in uno stato di mutua dipendenza, a significare che il nostro organismo non potrà essere in salute se anche una piccola parte di esso non lo è, poiché nell’universo come nel corpo umano lo stato di una parte influisce sullo stato del tutto e non esistono dicotomie. I cinque elementi sono simbolicamente collegati a stagioni, colori e animali, come riportato nella tabella sottostante.
Elemento |
Legno |
Fuoco |
Terra |
Metallo |
Acqua |
Stagione |
Primavera |
Estate |
Fine estate |
Autunno |
Inverno |
Colore |
Verde |
Rosso |
Giallo |
Bianco |
Blu |
Direzione |
Est |
Sud |
Centro |
Ovest |
Nord |
Organi
interni |
Fegato
Cistifellea |
Cuore
Intestino tenue |
Stomaco
Milza |
Polmoni
Intestino crasso |
Reni
Vescica |
Animale |
Drago verde |
Fagiano rosso |
Fenice gialla |
Tigre bianca |
Tartaruga blu |
Le origini del Tai Chi Chuan
Chang San Feng nacque nel 1247, nel periodo della Dinastia Yuan, e sin da giovane, dopo aver letto i classici della letteratura cinese, intraprese quel cammino di ricerca spirituale che lo avrebbe portato a diventare un monaco taoista. Vagò per trent’anni tra templi e montagne fino a stabilirsi in una località imprecisata dei monti Pao Gi nello Henan, Cina Occidentale, dove conobbe l’arte dello »Shaolin Chuan« o »Kung Fu Shaolin«.
Chang San Feng rimase per circa dieci anni presso il tempio ed imparò tutti gli esercizi del »Kung Fu Shaolin«.
Nel 1300 venne finalmente in contatto con eremiti e monaci taoisti, che gli trasmisero i segreti dell’energia e della longevità, e si stabilì quindi sul Monte Wudang, la montagna sacra del Taoismo, dove, come monaco taoista, secondo la leggenda divenne immortale.
Forte della approfondita conoscenza delle pratiche taoiste, Chang San Feng modificò radicalmente il »Kung Fu Shaolin«, relativamente duro, in uno stile più morbido noto come »Lungo Chuan Wudang«, eliminando l’uso di pesi e sacchetti di sabbia per l’allenamento, ed introducendo invece le tecniche taoiste di meditazione e sviluppo energetico, il controllo del respiro, le visualizzazioni.
Narra la leggenda che Chang San Feng traesse ispirazione, per la creazione del Tai Chi Chuan, da un combattimento tra un serpente ed una gru, a cui si era trovato accidentalmente ad assistere.
Il serpente riusciva a schivare e neutralizzare i veloci attacchi rettilinei portati con il becco dalla gru, grazie ad altrettanto veloci movimenti a spirale, senza però mai perdere la propria forma circolare.
Chang San Feng capì allora come la morbidezza fosse vincente sulla rigidità e da qui sviluppò il Tai Chi Chuan, che ancora oggi fà della frase »vincere cedendo« la sua bandiera.
Dai tempi di Chang San Feng si succedettero varie generazioni di Maestri fino ad arrivare a Chen Wang Ting, vissuto nel 1600 d.C. e fondatore dello stile Chen, da cui sono derivati poi tutti gli altri stili di Tai Chi Chuan come lo Yang e il Wu.
testi di Leonardo Castelli